PILLOLE DI GOVERNANCE PER IL BOARD – OdV e processo penale – il componente può testimoniare?

Nel contesto della responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, può accadere che, nel corso di un procedimento penale, l’autorità giudiziaria richieda l’audizione di uno o più componenti dell’Organismo di Vigilanza (OdV).

La richiesta può riguardare, ad esempio, la verifica di eventuali criticità organizzative, violazioni di procedure interne o carenze nei sistemi di controllo che l’OdV avrebbe potuto rilevare nello svolgimento delle proprie attività di vigilanza.

Quando tra i componenti dell’OdV vi è un avvocato, si pone un tema giuridico rilevante. Le informazioni apprese durante l’attività dell’organismo derivano infatti da un incarico professionale conferito dalla società e sono quindi soggette ai doveri di riservatezza e segreto professionale. Il peculiare ruolo dell’OdV nel…

In questi casi trova applicazione l’art. 200 c.p.p., che riconosce agli avvocati la facoltà di astensione dalla testimonianza con riferimento ai fatti conosciuti per ragioni professionali. Tale tutela non riguarda solo l’attività difensiva in giudizio, ma anche la consulenza legale e le attività stragiudiziali svolte nell’interesse del cliente. Il peculiare ruolo dell’OdV nel…

Ne consegue che il componente OdV avvocato, se chiamato a deporre, può rappresentare al giudice la sussistenza dei presupposti per avvalersi della facoltà di astensione.

Implicazione per il Board:
la reale tutela della società non dipende dalla testimonianza dei componenti dell’OdV, ma dalla qualità della documentazione prodotta dall’organismo. Verbali, report di verifica e flussi informativi correttamente tracciati costituiscono infatti gli elementi fondamentali per dimostrare l’effettiva attuazione del modello organizzativo 231.